Seminascosta dalle auto in sosta, all’altezza del numero 17 di Viale Piceno, c’è una delle tre fontane dell’Acqua Marcia. Come le altre due (una al Parco Sempione, presso l’Arena, l’altra in Piazza Sant’Angelo, sul sagrato della Chiesa) sono frutto di pozzi, scavati negli anni '20 per indagare sulla composizione del suolo di Milano. Dal pozzo di Viale Piceno sgorgò un’acqua dal caratteristico odore sulfureo, e, si presumeva, dalle proprietà terapeutiche.
La fontana, a base ottagonale, fu realizzata per rendere disponibile la sorgente ai cittadini di tutte le classi sociali gratuitamente. La fonte si esaurì negli anni '60, e la fontana venne abbandonata.
Nell’ambito del progetto di realizzazione della corsia preferenziale per la linea filoviaria in Viale Piceno, si è ritenuto di preservare la fontana collocandola in uno spazio più idoneo alla sua fruizione: i giardini di Piazza Emilia.
Il trasferimento, che sarà realizzato attraverso tecniche conservative e in accordo con la Sovrintendenza ai Beni Culturali, permetterà il recupero e la pulitura dei marmi originali, e la riattivazione della fontana stessa al centro di un’area verde.
La collocazione presso i giardini di Piazza Emilia, a circa 300 metri dall’attuale collocazione, sarà anche l’occasione per una complessiva risistemazione del giardino, attraverso un rifacimento dell’illuminazione, la realizzazione di sedute in granito, di un piedistallo adeguato e di una pavimentazione in ciottoli di fiume. Verranno preservate le piante esistenti e si realizzeranno nuovi prati nelle aiuole.
La Fontana dell’Acqua Marcia, restituita alla città, diventerà elemento qualificante della Piazza Emilia.
Fontana dell'Acqua Marcia
